25 aprile 2017 San Marco e i No Global, lettera di Renzo Fogliata.

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 Prefazione a cura del gruppo WSM .                                                                             25 aprile giorno di San Marco , giorno di festa per tutti i veneziani e veneti , che giungono tutti gli anni a Venezia da citta’ vicine e lontane, per rendere onore a San Marco .  Gente che pur d’essere presente prende un giorno di ferie , chiude l’attività, il negozio , fa’ sacrifici anche economici , fa’  molta strada in macchina , treno etc…. pur d’esserci e dimostrare che siamo un Popolo unito e per far festa insieme.                               Al grido ripetuto scandito ritmicamente  : SIA-MO TUTTI CLAN-DE-STI-NI !!!! il giorno 25 aprile 2017 , verso le ore 16 ha fatto irruzione in Piazza San Marco un gruppo di NO GLOBAL , ne bel mezzo del concerto con musiche di Vivaldi, patrocinato dal Comune di Venezia, in onore del Santo Patrono Marco. In assetto quasi militare , tutti dotati di un irriverente gonfalone travisato con un passamontagna sul volto del leone di San Marco, lasciati passare inspiegabilmente ( per i più  ingenui inspiegabilmente ) dalle forze dell’ordine , nonostante il loro arrivo fosse stato annunciato anche dai giornali, parecchi giorni prima del 25 aprile , esattamente dal 22 aprile data in cui i no global sono andati a Pontida per manifestare politicamente contro la Lega .. sempre con i loro gonfaloni con passamontagna.  Sono stati lasciati marciare liberamente in mezzo alla folla di veneti che serenamente assisteva al concerto in Piazza San Marco . Lasciati liberi di urlare slogan politici , esibire striscioni politici e offese contro i ” campagnoli ” indegni d’essere presenti in quel giorno di festa  nella Piazza San Marco, a loro modo di vedere . Slogan come : NO al razzismo , Siamo tutti clandestini!!! fanno un po’ a pugni con le loro esternazioni ” Campagnoli… la Piazza xe nostra “,  .
A seguito di queste offese e provocazioni nel centro della Piazza si e’ sfiorata la rissa a causa di un tentativo di pestaggio ai danni di un “campagnolo ” ( classico No global style, scambiare opinioni democraticamente usando  schiaffoni ,pugni e calci con chi non la pensa come loro ) . La compostezza ed il buon senso dei presenti e l’arrivo seppur ritardato delle forze dell’ordine ha scongiurato il peggio (vien maliziosamente da pensare… appositamente in ritardo) “forse forse  ” per lasciar degenerare la situazione e creare un pretesto per non far più festeggiare il Santo Patrono a nessun veneziano, veneto, “venetista, indipendentista, marcianista ” in Piazza San Marco nei prossimi anni , per la gioia dello Stato italo-giacobino .                                                                                             Pensar male e’ un peccato , ma spesso ci si azzecca .

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Pubblichiamo su gentile concessione dell’Avv. Renzo Fogliata questa Sua lettera .

Vorrei precisare alla signora Pradolin, che continua ad ignorare che pasionario si scrive con una sola esse, che usa il termine “calata” per i Veneti giunti in Piazza San Marco, quasi si trattasse di Visigoti, che definisce un intero moderno movimento indipendentista, non dissimile da tanti altri in Europa, “nostalgici della Serenissima”, che non è affatto vero ciò che egli scrive, ovvero che non si sapesse della “calata” – questa sì – dei no global in Piazza, posto che ciò era stato da costoro ampiamente annunciato, come informavano tanto il Corriere Veneto, quanto La Nuova.

Non solo, dunque, avrebbero potuto essere avvisati, ma soprattutto avrebbero dovuto essere fermati, posto che gli intenti di questi signori sono sempre molto chiari e sempre gli stessi.
La filosofia del rampolletto di casa Cacciari dei “ceffoni” salutari e di monito per il futuro, di marca squisitamente squadrista e fascista, gli epiteti “campagnole” rivolti alle donne indipendentiste presenti in piazza (ma questi classisti di papà non erano antirazzisti?), come l’idea ripetuta che “la Piazza è nostra”, la dicono lunga.

Chi si permette di andare a turbare le loro celebrazioni? Ero in Piazza con i miei due bambini quando questi bambocci sono entrati urlando. Fino a quel momento si trattava solo della Festa di San Marco, pacifica e colorata, piena di bambini, anziani e famiglie.

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Che questi rivoluzionari da salottino se la prendano con chi lotta per un futuro migliore per la nostra terra, per dare una speranza ai nostri figli – anche a quelli che non hanno il papino progressista che li sistema o li manda all’estero – anziché con il regime soffocante di divieti e di tasse è davvero disgustoso.

E la Stampa seria, quella informata e grammaticata, non faccia di tutte le erbe un fascio. L’unico Fascio si è visto urlante e manesco martedì in Piazza San Marco.

Renzo Fogliata

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