Arsenale e l’Economia da Mar

Arsenale e l’Economia da Mar, il futuro che non rinuncia al passato , per una vera Rinascita Marciana . A cura di Pier Alvise Gaggio.

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Sono duecento anni che si continuano a commettere errori e orrori volendo progettare una Città economicamente diversa (nell’ottocento con l’industrializzazione della Città, dopo con la chimica industriale, poi con il turismo di massa), rispetto quella che ben funzionò per molti secoli. Dobbiamo ritornare alla fonte economica primaria: L’Economia del “Mare” soppressa con le varie occupazioni straniere, ma anche “dimenticata” con l’unità d’Italia. Persistere nel non vedere e nel non comprendere le infinite condizioni favorevoli che tale indirizzo economico significò per l’ex Città Stato e l’eccezionale potenzialità che la sua riattivazione potrebbe ancora riservarci (non solo come specchio del passato, ma anche quale immagine del futuro), è da considerare di una gravissima ottusità politica.

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Arsenale, la nuova fucina delle menti
Noi veneziani, vorremmo la restaurazione dell’Arsenale quale fulcro strategico e formativo per la restaurazione dell’economia del “Mare” in Città, volano propulsivo in grado di innescare lavoro e benessere in tutto il Triveneto. In buona sostanza, vorremmo tale area, storicamente “fucina di galee”, riformata in “Centro Marciano delle intelligenze e fucina d’idee”; chiave di volta e motore propulsivo; un ambizioso progetto per l’attivazione di una realtà multi-disciplinare d’eccellenza, tutta declinata sull’Economia del “Mare” e articolata in sette comparti:
⦁ Polo Universitario, riutilizzando l’attuale sede del Museo Navale, perfettamente adatta all’insediamento dell’Università del Mare con tutte le facoltà del settore (Ingegneria navale, Scienze per la progettazione di waterfront, Architettura navale, Economia della Navigazione; Trasporti marittimi e fluviali; Sicurezza e Diritto internazionale marittimo, Scienze della conservazione alimentare in ambiente marino, Scienze zootecniche (acquacoltura), Logistica portuale e navale, Sistemi portuali intermodali, Biotecnologie marine, Robotica navale, Scienze e materiali per l’ambiente marino, Scienze delle previsioni meteorologiche, Scienze delle energie dinamiche marine (idrodinamica: onde – correnti – maree), Informatica navale, Geografia del mare, Archeologia navale, Tecniche di trasporto e restauro in ambiente marino ecc.), per porsi quale Centro Studi d’eccellenza del futuro “Porto diffuso dell’Adriatico”.
⦁ Polo Ricerche, piattaforma tecnologica per la ricerca scientifica avanzata gestita da un Consorzio pubblico-privato costituito tra Università del Mare e Associazioni Industriali del settore (nuovi materiali marini, biologia marina, motori marini ibridi, meccatronica, green economy: sole, onde, correnti, maree, alghe), il tutto rigorosamente rivolto al mare.
⦁ Polo Culturale, l’insediamento di un ridotto Museo del Mare (solo imbarcazioni veneziane, con sezione specifica di archeologia umida; concentrazione nel sito, delle varie raccolte librarie e documenti presenti in Città della storia navale veneziana “Stato da Mar”, ecc.) e nient’altro. Questo luogo deve ritornare produttivo per il futuro della Città.
⦁ Polo Professionale, area specifica, per l’insediamento di Istituti professionali per il Mare (Studi Alte Strategie Militari della Marina Italiana e l’Istituto Statale Nautico Venier ex Cini).
⦁ Polo Industriale, si prevede uno spazio logistico quale base operativa indispensabile per la costante manutenzione del “Mose”, e per qualsiasi altra attività manutentiva marittima (dagli argini alle barene, dai canali di navigazione marittima alla periodica escavazione dei canali interni, la Città).
⦁ Polo Artigianale, destinando spazi sufficienti per la piccola cantieristica di nicchia, si ritiene, infatti, fondamentale non perdere le conoscenze delle arti costruttive e di riparazione delle imbarcazioni tipiche veneziane, gondole in primis, comprendendo una sezione speciale dedicata alle tecniche di restauro per l’archeologia umida navale.
⦁ Polo Sportivo, nella considerazione della notevole concentrazione del mondo giovanile che verrebbe a costituirsi, è intuitiva l’opportunità di insediare un Centro Sportivo dedicato a tutte le molteplici discipline che hanno a che fare con l’acqua (canottaggio, vela, associazioni remiere alla veneta con scuole annesse, nuoto – ovviamente compresa la presenza di piscina olimpionica).

Il progetto inoltre, dovrebbe comprendere spazi da destinare a sotto-servizi quali: mense, aule, sale convegni ecc., con particolare attenzione alla residenza degli studenti, docenti e operatori del Centro multi-disciplinare, per non ricadere nel grave errore di scaricarne la domanda sul mercato immobiliare privato veneziano contribuendo a elevarne stupidamente il valore come già accaduto. Lo scopo essenziale di quest’area strategica, è la formazione della futura classe dirigente, ben preparata, per la necessaria riconversione e bonifica delle aree oggi soggette alla chimica-industriale presenti in gronda lagunare; in buona sostanza ponendo le condizioni per la creazione di posti di lavoro mirati alla gestione economica del più esteso waterfront europeo e potenzialmente in grado di attivare qualsiasi realtà industriale, artigianale, commerciale e del terziario avanzato, che con il “Mare” avesse a che fare.

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