LA VENEZIA DEL 1866 : tra biopotere italiano e Plebiscito d’annessione. di Massimo Tomasutti .

Introduzione del prof Ivo Papadia al libro di Massimo Tomasutti                                               LA VENEZIA DEL 1866 : tra biopotere italiano e Plebiscito d’annessione .        

(Acquistabile anche presso l’Associazione culturale WSM Venexia Capital ).

 

Sfidare, urtare, verbi necessari, secondo Massimo Tomasutti, per vivificare un confronto, tra storici di opposte tendenze, che rischia di finire in uno sterile dibattito conformistico, nell’analizzare storicamente gli avvenimenti veneziani del 1866. La ricerca di Massimo faticosa, seria, meticolosa, dei documenti dell’ epoca e, in particolare, dell’attento e approfondito esame delle memorie del Commissario Regio Militare Thaon di Revel, riferite al processo unitario delle Venezie al Regno d’ Italia, ha il pregio di spiegare come questi avvenimenti non siano il frutto, puro e semplice, di un atto di annessione solo violento e illegittimo, ma, anche, il risultato di una serie di sapienti iniziative politiche e diplomatiche messe in atto dal governo sabaudo. I savoiardi, pasticcioni e disordinati in battaglia, rivelarono, sul piano dell’ esercizio biopolitico del potere, capacità notevolissime che un illuminato e pragmatico plenipotenziario seppe sviluppare e portare a buon fine. Certo le difficoltà che Thaon di Revel dovette affrontare furono facilitate da una condizione meno complessa di quella che aveva portato all’annessione del Regno borbonico. Qui i Savoia dovettero scalzare un governo legittimo, cosa che si rivelò per niente facile. I massacri e le violenze inaudite sulla popolazioni stanno a dimostrarlo. Nelle Venezie,invece, c’era un governo straniero e ciò dava al nuovo potere che lo sostituiva l’ immagine, tutto sommato, del liberatore. Questo facilitò e rese più credibili le pelose e non disinteressate cure che il Thaon rivolse alla popolazione. L’effetto positivo che le sue biopolitiche produssero lo si vide nei risultati del plebiscito che, per quanto manipolato, manifestò un discreto consenso dei Veneti al nuovo potere. Di questa originale ricerca dell’autore del libro penso che non se ne possa non tenerne più conto nelle analisi storiche delle italiche vicende legate al processo unitario a pena di apparire parziali e, al limite, fuorvianti. Sfidare e urtare la tradizionale conformistica visione della nostra storia sono, dunque, le parole d’ ordine che Massimo Tomasutti ci consegna per un approccio serio, ma anche più realistico e vero delle patrie vicende. Ad maiora, Massimo!

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