VENEXIA XE DE CHI GHE VOL BEN

6-gianni-berengo-gardin-in-bacino-san-marco-con-palazzo-ducale-e-il-campanile-di-san-marcoDomenica scorsa, 25 settembre, una ulteriore occasione per comprendere che Venezia non può più accogliere il flusso di mezzi navali mastodontici, che probabilmente non producono un vistoso moto ondoso, bensì con il fenomeno della restìa agiscono sul già compromesso delicatissimo sistema della laguna veneta, trascinando fuori in mare il materiale che compone velme e barene. Una folla sterminata di persone sulla riva delle Zattere a ribadire il no alla presenza di mega imbarcazioni, ma più una festa che una manifestazione di protesta. 

Molti veneziani e non, che hanno aderito all’invito del Comitato No Grandi Navi, si sono ritrovati per dsc_0329esprimere la comune convinzione, comprovata da studi decennali di esperti sul cambiamento morfologico della laguna, e sulle deteriorazioni subite dalle costruzioni centenarie sull’acqua, fondamenta di rive e palazzi in preda all’erosione, favorito anche dal moto ondoso e inquinamento, del quale sono responsabili i mezzi a motore che lavorano per la croceristica e tutti quelli che si muovono all’interno della Laguna e che trasportano a velocità folli migliaia di turisti, anche per poche ore di presenza in canalescomenserag-vianelloCittà,  con pochissimi controlli da chi dovrebbe vigilare e tutelare Venezia. Egnazio, nel suo editto del XVI secolo, già estendeva il monito di severe punizioni a chi avesse osato arrecare danni alle sacre acque della Laguna. Purtroppo, ora, siamo governati dallo stato italiano che sfrutta Venezia, città unica al mondo, solo per fini economici.

 

Festa di musica e partecipazione, le persone hanno partecipato come semplici cittadini in una coalizione trasversale ma di intenti comuni, dimostranti l’amore per Venezia, e la determinazione ad allontanare dalla laguna le cause dei suoi mali.  

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Il Gruppo WSM ha manifestato assieme al Comitato No Grandi Navi, molte realtà di varie ideologie 25setthanno partecipato, e tutti sono d’accordo sul fatto che Venezia va difesa dall’aggressione di flussi turistici senza controllo, che i Veneziani devono poter vivere e lavorare possibilmente nella loro Città. 

 Chi ha attività qui e sfrutta la Città, abitando altrove, ha solo demeriti, come certe categorie che a gran voce protestano contro il moto ondoso, pretendono spazio sui media, ma alla fine non partecipano assieme al resto della cittadinanza che giustamente protesta indignata.

 

 “La città dei veneti, per volere della Divina Provvidenza fondata sulle acque, circondata dalle acque, è difesa dalle acque come da mura. Pertanto chiunque oserà arrecar danno in qualsiasi modo alle pubbliche acque, sia giudicato come nemico della patria e sia condannato ad una non minor pena di quella che viene inflitta a colui che abbia violato le sacre mura della Patria.
Il diritto di questo Editto sia immutabile e perpetuo.”  (Egnazio). 

LEON

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