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Appello delle Associazioni di cultura veneta e dei movimenti indipendentisti veneti per votare “SÌ” – cioè contro la trivellazione dell’Adriatico – al referendum del 17 aprile 2016

Le sottoscritte Associazioni di cultura veneta e movimenti indipendentisti si mobilitano perché i Veneti votino contro la trivellazione dell’Adriatico, in appoggio all’iniziativa lanciata da 9 Regioni, cioè Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise.
Con il pretesto di aumentare l’occupazione, con il decreto legge 133/2014, denominato “Sblocca Italia”, il governo Renzi sta facendo un regalo a potenti lobbies: ha aperto la strada alla trivellazione delle coste dell’Adriatico per ricercare ed estrarre idrocarburi. Tuttavia, così mette in pericolo il territorio veneto.
Ciò accade in spregio a ogni forma di coinvolgimento delle comunità locali, addirittura depotenziando le Regioni e gli enti preposti, a vario titolo, alla difesa dell’ambiente e del paesaggio. Nonostante la Costituzione italiana riconduca la materia al coordinamento e alla sussidiarietà tra Stato ed enti locali e Regioni, il governo Renzi fa valere solo la supremazia dello Stato.
Di occupazione l’attività estrattiva ne produce ben poca: si è fantasticato su 25.000 nuovi posti di lavoro, ma circostanziati pareri contrari ridimensionano questa cifra a poche migliaia al massimo, anche nel caso di un via libera generalizzato alle trivelle, perché l’industria del petrolio non è ad alta intensità di lavoro. Gran parte dei siti produttivi si controllano con poche persone, in molti casi da postazioni remote.
I danni al territorio (inteso nella concezione più vasta) sono, invece, sicuri: le trivelle in azione comportano l’uso di sostanze inquinanti e persino cancerogene, le prospezioni petrolifere fanno di regola uso della tecnologia ad aria compressa “air gun” producendo vibrazioni da esplosioni subacquee 100mila volte superiori al motore di un jet; provocano così alla fauna marina lesioni permanenti e letali.
Le piattaforma in Sicilia hanno provocato inquinamento gassoso, quelle installate a soli due chilometri dalla costa romagnola producono impatto visivo; vengono contaminati sia l’acqua, sia il suolo marino, sia l’intera catena alimentare.
Gli effetti di questo sfruttamento indiscriminato dei fondali marini possono apportare alle economie locali danni per miliardi di euro, andando ad intaccare l’intero settore della pesca e importanti specialità del settore turistico, in primo luogo l’attività balneare, la ristorazione e l’enogastronomico.
L’attività estrattiva tramite trivellazioni cagiona, come noto, immancabili effetti di sprofondamento del fondale marino e della costa circostante, come si è constatato in tutta la sua drammaticità nella zona di Ravenna, del Rodigino e alle foci del Po.
Non osiamo pensare che cosa accadrebbe se le concessioni si estendessero alla zona più settentrionale dell’Adriatico. Bastano pochi centimetri di subsidenza per rendere Venezia invivibile: già oggi numerose parti della città vanno sotto acqua con frequenti alte maree nel corso dell’anno.
Non ci sarà Mose che tenga contro nuovi allagamenti continui, cagionati dallo sprofondamento del suolo: infatti, le bocche di porto non possono stare sempre chiuse e nulla può rimediare a questo grave attentato alla sicurezza idro-geologica della Città lagunare. Se non si fermano le attività estrattive nell’Adriatico, la sorte di Venezia sarà segnata!
Contro la trivellazione dell’Adriatico le sottoscritte Associazioni di cultura veneta e movimenti indipendentisti invitano i cittadini a votare “SÌ” al referendum del 17 aprile 2016 e si appellano alle Istituzioni Venete perché promuovano ogni campagna di informazione al riguardo. In caso di vittoria, una volta terminate le attuali concessioni si fermerà lo sfruttamento di risorse venete; queste rimarranno così a disposizione della volontà futura e correttamente informata dei Veneti.
Venezia, 12 aprile 2016
Firmano le Associazioni “Veneto Nostro – Raixe Venete”, “Viva San Marco”, e “Europa Veneta”; i movimenti “Indipendenza Veneta” e “Indipendenza Noi Veneto”. Aderiscono anche a titolo personale: Roberto Agirmo, Simone Arnoffi, Simone Benetazzo, Piergiorgio Bertomoro, Fabio Bortoli, Alberto Dürer Bacchetti, Rolando Bortoluzzi, Cesare Busetto, Luca Azzano Cantarutti, Mauro Cogo, Fabrizio Albino Comencini, Mariangelo Foggiato, Tommaso Giusto, Lorenzo Greco, Stefano Guercini, Alberto Montagner, Ivo Papadia, Giulio Pozzana, Franco Roccon, Edoardo Rubini, Otello Seno, Patrizia Scandiuzzi, Fabio Scano, Giorgio Scarpa, Mariarosaria Stellin, Franco Tonello, , Max Vidori.

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