Che fine ha fatto il mareografo ?

Fino a qualche anno fa, sul campanile di San Marco, era posizionato in una teca di vetro una piccolo MAREOGRAFO, barometro, termometro, orologio dove vi erano messi in esposizione anche i grafici e le previsioni delle maree. Dopo gli ultimi lavori di restauro, sondaggi statici del campanile, il mareografo e’ misteriosamente sparito !!!

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Cercando informazioni su questo importante strumento sparito o … fatto sparire , abbiamo trovato un articolo datato 2003 che forse puo’ dare qualche indizio :

” Una conferma dei danni provocati anche alla struttura fisica della città dall’attuale malgoverno del turismo, nella cronaca de la Nuova di Venezia e Mestre del 6 agosto 2003.

VENEZIA. Le vibrazioni puntualmente registrate sul rullo del Mareografo del Campanile di San Marco si impennano quando in Bacino passano le grandi navi da crociera, confermando le preoccupazioni del Quartiere di Castello e le proteste dei residenti della zona sugli effetti del passaggio delle grandi navi. E proprio agosto è uno dei mesi più a rischio, secondo le rilevazioni dell’Istituto Idrografico.
Un esempio per tutti: il 26 agosto di due anni fa, perché la situazione oggi, rispetto al passaggio delle navi da crociera, è esattamente la stessa. Il mareografo registra le oscillazioni di marea, ma funziona anche – in qualche modo – come un sismografo, registrando le vibrazioni sull’acqua. Dopo una notte senza registrare vibrazioni, la curva del mareografo comincia a vibrare verso le 5 del mattino, quando entra in Bacino, diretta verso la Marittima, la Splendid of the Seas, una delle navi da crociera che fanno rotta a Venezia.
Dopo un periodo di quiete, un’altra violenta increspatura verso le 8.30, quando a transitare per San Marco è la Costa Atlantica, in arrivo. Il tracciato del mareografo, quel giorno, resta abbastanza tormentato, ma si impenna bruscamente verso le 17, in concomitanza con la partenza della Rotterdam 6, per toccare poi il punto di maggiore oscillazione poco dopo le 18, quando è nuovamente la Costa Classica a partire dalla Marittima e ad attraversare maestosa per il bacino di San Marco, per regalare ai suoi passeggeri un’immagine da cartolina della Venezia monumentale.
Poi, le increspature del mareografo si placano, come le grandi navi che passano per l’area marciana. Ma il giorno dopo si ricomincia, con nuove oscillazioni sul tracciato. Quando? Intorno alle 8.30, quando a passare è la Costa Classica.
Una corrispondenza impressionante, nonostante solo pochi mesi fa i consulenti incaricati dal Porto di rispondere alle preoccupazioni dell’opinione pbblica sugli effetti del passaggio delle grandi navi, abbiano ribadito che, a loro avviso, «le navi da crociera da 60 mila tonnellate di stazza, secondo gli esperti idraulici, «generano un moto ondoso molto contenuto, che non si distingue dal cosiddetto rumore di fondo, cioè dalle onde provocate dalle altre barche che passano ogni giorno per il canale della Giudecca». Più della Mistral o della Princess, insomma, farebbero onde «le barche a motore, i mezzi Actv e quelli della polizia». Come spiegare, allora, quelle vibrazioni che il mareografo di San Marco registra al loro passaggio?
«E’ assurdo – spiega uno dei rappresentanti dell’Associazione Arco, che raccoglie i residenti di Castello orientale preoccupati per l’impatto delle grandi navi sulla zona – che solo per non privare i crocieristi del passaggio in bacino di San Marco, si creino seri fastidi a molti veneziani e si metta a rischio il suo patrimonio monumentale. Le navi da crociera potrebbero infatti passare tranquillamente per il canale dei Petroli, e lo dimostra il fatto che, per la festa del Redentore, per una delle navi della Costa crociere, questo è puntualmente avvenuto».
Le vibrazioni e le emissioni sonore dei motori continuano a preoccupare e la stessa Arpav – l’agenzia regionale per la protezione ambientale – ha riconosciuto l’incompatibilità dei livelli acustici e la stesso Commissioine Ambiente del Comune ha richiesto una Valutazione d’impatto ambientale. Un problema sempre aperto e sul quale anche il sindaco e commissario al traffico acqueo Paolo Costa ha promesso risposte ”

La domanda sorge spontanea : non e’ per caso che  il mareografo con le sue oscillazioni (troppo sensibili al passaggio delle grandi navi)  fosse troppo scomodo per chi ha a cuore solo i soldi e non  certo la salvaguardia della laguna e di Venezia ??? 

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2 thoughts on “Che fine ha fatto il mareografo ?

  1. Serve urgentemente (non c’è più tempo) innestare a Venezia insula nuove economie alternative e di riequilibrio al turismo di massa (per la sua riduzione puntando alla qualità). Importante che queste economie siano generatrici di residenzialità di tipo permanente come quella promettente del “Mare”.
    https://www.facebook.com/economia.da.mar/

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