Il Vessillo Marciano ”anfibio” postato dal Sindaco Brugnaro

di Massimo Tomasutti.

 

12899914_975362809179121_1976163284_nHa suscitato alcune polemiche ed ilarità l’immagine del Leone Alato ”anfibio” postato ieri sera nella bacheca facebook del Sindaco Brugnaro, probabilmente a supporto della sua nota visione ”metropolitana” della realtà territoriale veneziana (da tera e da mar).In realtà, lo ”staff” del Sindaco, nonostante le buone intenzioni, ha commesso, certo in buona fede, un grossolano errore araldico e storico-interpretativo. Il Vessillo postato, infatti, è quello detto di “Bajamonte Tiepolo” o della “Vecia del morter” con la raffigurazione dell’arma della Famiglia (o Casato) Pisani.

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Un Vessillo questo, recentemente e meritoriamente restaurato grazie ad un gruppo associativo di volenterosi veneziani che, ormai da qualche anno, celebrano il 15 giugno il ricordo della – per l’appunto – congiura di Bajamonte Tiepolo del 1310.

Cosa fu realmente tale congiura? Ancora oggi, storici appasionati cadono nell’errore storico di ritenerlo un moto insurezzionale ”democratico” – ordito da alcune famiglie aristocratiche veneziane -, contro la riforma detta ”serrata del Maggior Consiglio”, che era stata attuata tredici prima e che permetteva l’accesso al Maggior Consiglio solo ed esclusivamente in via ereditaria. In realtà, la congiura va collocata sia sullo sfondo dei conflitti di interesse tra famiglie aristocratiche veneziane del tempo, a seguito della Guerra di Ferrara (guelfi e ghibellini), che sulla circostanza che alcuni aristocratici che erano abituati a sentirsi “Grandi” erano stati ridotti dalla Serrata a ”pari entro pari”. In altri termini, il patriziato era stato, grazie alla ”serrata”, formalmente ”livellato” nella formula ”uno equivale ad uno”.

Questo è il contesto in cui maturò la fallita congiura del 15 giugno 1310, i cui capi furono Marco Querini, Bajamonte Tiepolo e Badoero Badoer. Le tre colonne armate dei congiurati (una ciascuna con a capo Querini, Tiepolo e Badoer) avrebbero dovuto convergere, per vie diverse, verso Palazzo Ducale attaccandolo e ammazzando doge e aristocratici ‘lealisti’.

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Doge Pietro Gradenigo

Ma il doge Gradenigo, avvertito per tempo, predispose adeguate misure e i ribelli furono tutti sonoramente sconfitti. Bajamonte Tiepolo riuscì, in qualche maniera, a fuggire e gli fu consentito l’esilio (salvo poi tentare di farlo fuori negli anni successivi …). Il pericolo corso dalla Repubblica fu, tuttavia, enorme e per prevenire eventuali altri colpi di stato o congiure tali fu allora deciso di istituire, prima provvisoriamente poi definitivamente, una nuova magistratura: il Consiglio dei Dieci. E il ‘Consiglio dei Dieci’ – a dispetto della sua postuma e calunniosa ”leggenda nera” – lavorerà complessivamente assai bene nei secoli, ”salvando” spesso la Serenissima da congiure e tranelli .

 

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