Leonessa Bebe, veneziana dell’anno.

Domenica 10 gennaio 2016. Nel tempio veneziano della musica, alla Fenice, Sale Apollinee, un folto pubblico ha salutato la premiazione come “Veneziana dell’anno” della schermitrice Beatrice “Bebe” Vio, la ragazza diciottenne prodigio della scherma, già campionessa mondiale di fioretto paralimpico, ambasciatrice della “volontà e determinazione, speranza per i disabili di poter affrontare oltre le sfide della vita con grinta, le sfide con lo sport”. Il Sindaco Brugnaro l’ha insignita di questo riconoscimento, e Bebe è onorata ed orgogliosa di portare nel mondo il Leone veneziano. Ha parlato di sé, delle sue esperienze di vita e di sport. Ha ringraziato i genitori, i quali hanno sempre sostenuto, giustamente, che lo sport è la miglior medicina, e che in tutti questi anni si sono prodigati per lei e per gli altri atleti disabili. La giovane, coraggiosa come una Leonessa, ha affrontato una malattia devastante,una meningite fulminante che è stata la causa della necessità di amputazione degli arti all’età di undici anni. Dal calvario per superare le pesanti ripercussioni sul fisico, all’allenamento come riconquista della normalità, dopo aver applicato le protesi, che dovevano esser cambiate continuamente per adeguarsi alla crescita di Bebe, i primi successi come atleta, che quest’anno ha conquistato la qualificazione per Rio 2016. Bebe non si è mai lamentata delle sue sofferenze, molto grandi, a causa della necrotizzazione agli arti subìta, ma ha parlato sempre e solo di cose positive: i suoi amici, i supporters, la scherma, la suo voglia di vincere,le sfide al gioco con i coetanei, il nuoto, il guscio monosci,la grande voglia di vivere e divertirsi. L’atleta residente a Mogliano Veneto è autrice di «Mi hanno regalato un sogno», dove parla della sua vita. «Non vorrei una vita diversa perché quella che ho è davvero una figata», dice. Però Bebe ha inserito nel libro anche tutto il dolore di un’esistenza davvero difficile . E la sua rinascita con la forza di una autentica Leonessa. Ha ricevuto il premio intitolato a “Memo Geremia”, campione ed allenatore di rugby padovano, solo qualche tempo fa, davanti alle autorità patavine, nell’Aula Magna del Bo, Università di Padova.

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