Profumo di donna a Venezia, ai tempi della Serenissima.

Il professor Gianpaolo Borsetto con la sua verve tutta veneziana dedica ad un pubblico  femminile la serata tenutasi presso la splendida profumeria Molon, Arco del Paradiso a San Lio,  che ha ospitato l’evento.

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Il Maestro Mezzaroba ad eseguire brani conosciutissimi, ma di antico sapore e memoria, Vivaldi e Bach. Nel’700,  al di fuori della guerra cui la Serenissima si è tenuta distante, si narra di avventure di ragazze di famiglie patrizie.   Tutta l’Europa guardava a Venezia per la sua bellezza, le  leggi eque,  città unica…ma l’emancipazione femminile era straordinaria per l’epoca. Uomini in viaggio per il mondo per il commercio e vediamo la donna gestire la famiglia, le  attività economiche. La donna aveva a lei  affidati molteplici compiti. A quel tempo l’economia della Serenissima era florida,  Rialto il centro finanziario d’ Europa. Si valutava il potere d’acquisto dello Zecchino,trattati internazionali in materia economica erano già stati stipulati. 1200 senatori alla gestione politica dello stato, nessuno di loro veniva pagato, era un onore servire lo Stato. Straordinario pensare al periodo d’oro di Venezia , molte  dogaresse erano  di origine bizantina. Da Bisanzio l’ ultima dogaressa, che amava la corte lussuosa, scandalo per Teodora, che introdusse l’uso delle posate, forchette a due rebbi.  Si diceva usasse la rugiada per lavarsi, i preti insorsero contro questa  raffinatezza, pregarono per la sua morte che per coincidenza arrivò… la chiesa era contro la Serenissima. A Venezia un’altra ricchezza per il sapere, qui si trovavano  tra le  biblioteche più importanti di
tutta l’Europa. Le donne studiavano, inconsueto per l’epoca, di Venezia la prima donna laureata al mondo: Elena Cornaro Piscopia, la quale ebbe per sé i precettori più importanti di Venezia .

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Elena Cornaro Piscopia

Un gesuita consigliò al padre di farla studiare, in quanto molto capace, e di farle conseguire la laurea. Il rettore, Cardinale Barbarigo era contrario, in quanto doveva laurearsi in teologia…materia destinata ad essere studiata dai maschi,  consigliò  filosofia. Teneva  incontri alle Procuratie e da Parigi venivano inviati professori per ascoltarla, conosceva molte lingue e materie, era una grande erudita. Molto determinata, contro il volere della famiglia aveva preso i voti come Benedettina. Elena muore nel 1684 .

Compiamo un salto nel tempo  di 100 anni, il ‘700, secolo dei sentimenti.  Ragazze del ‘700, tutte stessa matrice, provengono  da famiglie importanti, le madri decidono per loro i matrimoni.  Ma in questa storia per la prima volta prevalgono i sentimenti. Giustiniana Gussoni era in collegio, a 14 anni viene promessa in sposa a un Mocenigo. E a lei piace. “Novissa” (promessa) frequenta con la madre i palazzi frequenta e conversa in società, i Mocenigo approvano, in quel periodo Goldoni scrive che il matrimonio non c’entra niente con l’amore.  Un giorno una domestica vede che la ragazza  scrive e nasconde…la madre corre e vede la lettera di un certo  De Tassis…scandalo.  Il sistema per vedersi con l’amato era di frequentare la chiesa. De Tassis non era ricco… e  quindi non un buon partito. Nel 1731  pensano di sposarsi a S. Fosca. Il sacrestano non li accoglie, quindi scappano a Fusina e da lì, sino a Mantova. I patrizi subivano processi per dimostrare di avere caratteristiche per servire la patria. Per via della norma de Concilio di Trento, dovevano rimanere divisi fino al matrimonio, il padre aveva denunciato il rapimento.  De Tassis aveva chiesto l’appoggio della  corte  di Vienna e della corte papale, diceva che le leggi del cuore vanno oltre le leggi degli uomini. La famiglia  manteneva la ragazza  a distanza, sinché la coppia scompare. I persecutori di stato li cercano, i giovani  si sposano, hanno due figlie e lui disgraziatamente muore.
Muoiono anche le figlie, da Torino torna Giustiniana. Conosce il provveditore di Rovigo e si sposa. La sfortunata donna muore dopo due anni. Fu sepolta nella chiesa degli Scalzi.

Seguiamo la storia di Contarina Barbarigo, del Campo del Giglio… La madre era la più bella dama di Venezia, tale Caterina Sagredo…severissima con la figlia e con la servitù. La madre decide di allontanare la figlia e farla vivere in un palazzo vicino.  Donna di temperamento forte, violento si opponeva alle imposizioni della morale che vigeva all’epoca. Aveva in corso un processo per il divorzio,una vita dissoluta, diceva di sé all’ ambasciatore… “costante ma non fedele” . Nel 1747 gli inquisitori le chiudono il casino alla Giudecca, i cui  frequentatori sono personaggi di spicco, lei non era preoccupata per questo accaduto, era troppo potente. La figlia conobbe Andrea Memmo, si racconta sia stato migliore di Casanova come amatore. Lei aveva 16 anni,  lui 25. Siamo nell’ epoca della massoneria introdotta da Casanova.

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Casanova

Le famiglie disapprovavano, da San Marcuola lui partiva e la ragazza gli  lanciava bigliettini per comunicare, finché muore il padre di lei. Dovevano ritornare in Inghilterra ma passando dal Dolo vanno a Parigi. La madre trova un esattore dello stato ultraottantenne, per accasare la figlia, ma gli scandali di questa famiglia vengono alla luce.
Nel 1765, dopo un breve fidanzamento, sposò il patrizio Marin Zorzi,recandogli in dote 40.000 ducati,  matrimonio sontuoso celebrato alla Salute.La mattina del matrimonio piange sconsolata per Memmo. L’infelice Contarina,chiede il divorzio dopo 7 anni, il matrimonio  fu sciolto nel 1773 per “inabilità del marito” dopo una causa celeberrima.    Andrea  Memmo si sposa e ha due figlie, la moglie muore, forse il marito la uccide. Nel 1775 l’imperatore Giuseppe II rimane incantato dinanzi alla seducente patrizia; nel 1782 i conti del Nord, conquistati dal fascino e dalla sua personalità,  ne fanno quasi la loro dama di compagnia durante il soggiorno a Venezia, ricambiati da lei con rinfreschi durante i sontuosi festini. Ogni tanto l’irrequieta Contarina fugge da Venezia, condotta dalla sua passione a Verona, a Napoli (1782) e a Parigi (1783).
Giuseppe Secondo d’Austria ammirava e desiderava  la ragazza. Da
Vienna tornava e si davano appuntamento . I Tron una sera diedero una festa a Ca’ Tron, San Stae.  La storia con Memmo intanto continuava. L’imperatore di Russia arriva a Venezia nel palazzo dei Filarmonici, ricevuto con i suoi dignitari e volle conoscere
Contarin, la quale  fu invitata alla Corte di Russia. Le ragazze Memmo si sposarono, ma Memmo è ormai in rovina. Lo suggeriscono come  candidato a doge,ma non ha averi, per cui rinuncia, arriva a  litigare con Contarina. Contarina va in depressione e scappa a Parigi, ma gli inquisitori raggiuntala le consigliavano di tornare a Venezia.

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Villa Barbarigo

Lei si rifugia a  Val Senzibio a Asolo, Villa Barbarigo, ancora esistevano attorno le paludi, si arrivava per via d’acqua. Scrive lettere al cugino Marcantonio Michiel.  Lei, fortemente depressa, nel 1804 muore a trent’anni, lasciando la sua cospicua eredità al cugino, ed elargendo doni ai suoi fedeli dipendenti.

Affascinanti racconti di vita di alcune delle patrizie veneziane, donne forti, belle e risolute. Grazie al Professor Borsetto per renderci edotti, con la Sua consueta simpatia sui personaggi della  vita veneziana ai tempi del massimo fulgore della Serenissima  Repubblica.

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