Nella Serenissima Repubblica le regole e la democrazia vigévano sovrane.

Solamente con la procedura complicata dell’elezione del Doge si può capire perché la Repubblica Serenissima sia durata così a lungo. Il doge veniva eletto dopo 10 passaggi tra sorteggi e elezioni in modo da non destare nessun sospetto e non avvantaggiare nessuna fazione.

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Doge Andrea Grittti

Il Doge eletto, poi, si presentava all’assemblea popolare riunita a San Marco e, dopo aver ricevuto lo stendardo ducale in Basilica, faceva il giro della Piazza presentandosi alla popolazione. Un popolo giunto da ogni parte della città e del Dogado, in bacino davanti al Palazzo tante barche ornate di bandiere e stemmi con i marinai festanti.

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In piazza sfilavano gli artigiani con in testa i fabbri e il loro gonfalone e poi via via pellicciai,conciatori, tessitori, lanaioli e cotonieri e ancora pescivendoli e merciai, vetrai e orefici. Moltissimi compratori giunti a Venezia per questa eccezionale esposizione di varietà della produzione veneziana. E tutto si svolgeva senza nessuna tensione…..L’elezione del Doge diventava una festa per tutti i cittadini della Repubblica..Questo sistema elettorale cosi elaborato garantiva, alla fine, una scelta condivisa da tutto il popolo, non essendoci brogli tutti accettavano con serenità il verdetto.

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Rispetto ai governi contemporanei, nella Serenissima Repubblica le regole e la democrazia vigévano sovrane.

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Elezione del Doge a Venezia da la Repubblica del Leone di Alvise Zorzi

“Il 7 luglio del 1268, il doge Ranieri Zen era morto. Per l’elezione del successore, i sei consiglieri e i tre capi della Quarantia (i quali, tutti assieme, formeranno quella si che chiamerà la Serenissima Signoria) avevano varato un nuovo sistema,destinato a durare fino all’elezione dell’ultimo doge, nel 1786. In base alla nuova legge elettorale, che la tradizione dice ideata dal capo di Quaranta Ruggero Zorzi, il consigliere più giovane doveva scendere nella basilica di San Marco, prendere con sé il primo bambino in cui si fosse imbattuto e portarlo a palazzo, precettandolo come ‘ballottino’, cioè addetto all’estrazione dall’urna delle ‘ballotte’ (le palle di argilla, poi di cera e poi ancora di tela, che si usavano per le votazioni) e delle schede. Nell’urna , o cappello, ricoperta di panno cremisi, venivano messe tante ‘ballotte’ quanti erano i membri del Maggior Consiglio, ma in trenta di esse era stato inserito un bigliettino con la scritta ‘elettro’ ( in seguito furono usate trenta palle dorate). Il ‘ballottino’ estraeva le palle alla cieca una alla volta, e le consegnava, una per ciascuno, ai membri del Maggior Consiglio che gli sfilavano davanti.
Finita l’estrazione, tutti dovevano uscire meno i trenta che avevano avuto in sorte la designazione elettorale. i trenta dovevano appartenere a famiglie diverse non potevano essere legati da vincoli di parentela: così, appena uno di loro aveva ricevuto la ‘ballotta’ che lo faceva elettore, il suo nome veniva ‘sgridato’ a gran voce e tutti i membri della sua famiglia, più nonni e zii materni, cognati, nipoti e generi, dovevano uscire dalla sala. Fra i trenta rimasti ne venivano allora estratti, ancora sorte , nove; i nove si riunivano e i primi quattro proponevano cinque nomi per uno mentre gli altri cinque ne proponevano quattro per uno. Sui nomi proposti i nove votavano, e i quaranta eletti da loro con un minimo di sette voti sfilavano a loro volta davanti al ‘cappello’ per una nuova estrazione a sorte, che li riducesse a dodici. Con una maggioranza minima di nove voti, i dodici eleggevano altri venticinque elettori, tra i quali ne venivano estratti a sorte ancora nove che eleggevano quarantacinque nuovi elettori (maggioranza richiesta, sette voti). Ancora un’estrazione a sorte, ancora un’eliminazione, questa volta di trentaquattro elettori su quarantacinque; gli undici rimasti eleggevano con regolare votazione, a maggioranza di almeno nove voti, i quarantuno elettori, i quali, ‘stando onor chiusi e ristretti’, procedevano all’elezione del doge, per la quale era richiesta una maggioranza di venticinque voti.”

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